M come Memorie di famiglia

Sono stata la bambina che, seduta su una sedia, ha osservato il cancro farsi strada negli organi del padre.
Sono stata la bambina che, tornata a casa da scuola, sentiva i rumori provenienti dal bagno, rumori di un organismo mitragliato dalla chemioterapia.

Ricordo i viaggi in camper, quel camper un po’ datato dentro al quale, i miei ormoni e la mia ira adolescenziale, mi portavano a vergognarmi di stare mentre per voi rappresentava uno dei sogni di una vita. I tre posti anteriori erano stati una prerogativa al momento dell’acquisto, così da non lasciare dietro nessuno durante i nostri viaggi di famiglia.
Ricordo mia madre che guida, io con le cuffie alle orecchie in preda a un odio verso il mondo e mio padre al mio fianco. Indossava sempre un gilet nero, con decine di tasche. In qualcuna teneva la morfina, altre erano assegnate ai tic tac da offrirci durante i viaggi, altre ancora contenevano pasticche contro il vomito. Vi erano lapis, agenda, chupa chups. Ogni cosa però aveva il suo esatto posto e ciò mi metteva molta sicurezza a differenza di mia madre che aveva il caos in borsa.
Quando penso alle nostre ultime vacanze ricordo che ogni tanto riuscivo a rilassarmi, ad avvicinarmi di più a te e a mettere la mia testa sulla tua spalla e a concedermi quei sogni tranquilli che solo una bambina tra le braccia del proprio padre riusciva a fare. Appoggiavi la tua testa sulla mia, la tua mano grossa mi sfiorava e sussurravi parole solo per me.
Rimpiango di non essere stata una figlia affettuosa e calorosa nei tuoi confronti.
Rimpiango di essermi accontenta di così pochi momenti con te così vicino.
Rimpiango di non aver compreso quanto per te sarebbe stato importante un po’ più del mio amore.
Sappi però, papà, che mi manchi.

Annunci

M come Mannaggia siamo a Maggio

Maggio, ultimo mese di primavera.
Maggio mese di sole e pomeriggi distesi nei prati, il mese dove andare al mare è speciale perché solo chi è un po’ coraggioso o pensieroso vi si avventura. Mese dove la sera puoi respirare i ricordi dell’estate passata e fantasticare sui piani per quella che sta per cominciare.
Ma Maggio è soprattutto una tortura: l’istinto vorrebbe girovagare e scoprire il mondo, ingozzarsi di gelato ma il cervello mi ricorda che ho 5 esami da preparare e dovrei chiudermi in biblioteca e quindi oscillo tra ansia, malinconia e sensi di colpa, e grandissima carica dove: “ok allora oggi studio 20 pagine la mattina, poi pausa di 1h e poi di nuovo studio fino a cena. E non si sgarra, M non si sgarra!”.
Maggio è guardarsi allo specchio, non piacersi, passare ore sdraiate sul letto e pensare “oddio ma in questo modo la gravità comprimerà il mio sedere sul materasso e diventerà ancora più piatto e largo”.
Maggio è cercare miracolose guide per rimodellarsi,  possibilmente di pochi giorni, possibilmente che prevedano pochi minuti al giorno, e possibilmente che richiedano poca fatica. Guide che ti fanno sudare un po’ l’addome per permettermi di mangiare senza sensi di colpa un pacchetto di gocciole davanti a una serie tv.
Allora Maggio, senti facciamo un patto: facciamo che io studierò ogni giorno, diciamo che rispetterò ufficialmente il mio programma giornaliero. Facciamo pure che io uno di questi programmi fitness miracolosi finalmente lo inizio e dal cibo “sporco” cercherò di stare lontana, però tu, Maggio, non mi deludere.
Maggio regalami abbracci nei prati ed erba tra i capelli. Regalami giornate di sole e scottature sul naso, un po’ di pioggerella che mi accompagna nelle camminate facendo comparire splendidi arcobaleni. Maggio portami qualche 18 ai miei esami, qualche concerto dove finire la voce e qualche serata dove i cocktail anestetizzano un po’ la bocca così da dire, senza paura, che il mondo è bello e le persone sono troppo tristi.
Regalami un libro dove ritrovo un po’ di me. Dammi il coraggio di togliere il piumone dal letto e la forza di sperare che a scaldarmi ci penserà qualcun altro.
Maggio, io ce la metto tutta, ma tu non mi deludere.

Maggio M fatti coraggio

 

M come Ma perché non ci provo anche io?

22 anni.
Studentessa universitaria
Nonostante gli esami da preparare almeno una volta al giorno mi ritrovo a guardare video su You Tube dove donne, ragazze e bambine parlano di tutto: da quello che mangiano in un giorno a sfide dove si sputano l’acqua in faccia.
Mi ritrovo ad ascoltare persone che non conosco e quasi a “fidarmi” di loro, ascoltando i loro preziosissimi consigli.
E così, tra una ricetta veggy di un “What I eat in a Day” e l’accurato video della “Shower routine“, proprio mentre ero intenta ad osservare il loro lavaggio di capelli, ho realizzato che se le persone arrivano a guardare dei video sulle abitudini in doccia altrui allora magari potrei provare a scrivere anche io qualcosa. Sulla mia vita.
Non per essere presuntuosa ma magari qualcosa in più di un toast con l’avocado lo faccio durante la giornata.
Non fraintendetemi, invidio moltissimo la loro spigliatezza, le loro foto luminose e la loro socialità.
Ed è proprio per questo che vorrei mettermi in gioco anche io, ma il coraggio di mostrare la mia faccia in un video non ce l’ho, credo che scrivere mi riesca meglio del parlare e inoltre non so pronunciare la R il che renderebbe la mia voce snervante da ascoltare.
Così ci provo.
Cerco di capire come funziona questo WordPress e mentre mi diletto scriverò cose random, su tutto ciò che mi viene in mente e fa parte di me!
La mia sfida sarà riuscire a far trasparire un po’ di quello che credo di valere attraverso un blog gratis!

Datemi una occasione!
(:

-M.